ASSOCIAZIONE AMICI DEL MUSEO PEPOLI  -  Trapani

 

Domenica delle Palme a Piana degli Albanesi

Foto: chiese; manifestazione; museo

Foto: gruppo

Foto: panorami

 

Il 14 aprile 2019, in occasione della festivitą della Domenica delle Palme, l'associazione Amici del Museo Pepoli ha effettuato una escursione a Piana degli Albanesi, localitą che, fondata nel 1488 da un gruppo di profughi albanesi fuggiti dalla madrepatria in seguito all'invasione turca, costituisce un unicum in Sicilia, per caratteristiche storiche, culturali e naturalistiche.
Gli abitanti di Piana degli Albanesi (Hora e Arbėrereshėvet in lingua arbėreresh) sono riusciti, nel corso del tempo e fino ai nostri giorni, a conservare la loro identitą rappresentata dalla lingua arbėresh tramandata nell'ambito delle famiglie di generazione in generazione, il rito bizantino-greco adoperato nelle nelle celebrazioni liturgiche, i ricchissimi costumi tradizionali arricchiti da splendidi ricami che ancora oggi alcune donne della comunitą riescono a realizzare con somma maestria.
Il nostro gruppo e stato accolto all'arrivo dalla dott.ssa Lina Di Carlo, studiosa delle tradizioni locali, che ci ha assistito durante tutto il giorno nella visita ai vari siti e nella interpretazione delle varie fasi della festivitą. 
Nella chiesa di san Nicola si č svolta la prima parte della celebrazione con l'intervento del clero locale (eparchia), di bambini e giovani nei ricchi costumi tradizionali e del popolo di Piana, alla quale č seguita la processione verso la cattedrale di san Demetrio Megalomartire (Kryeklisha Shėn Mitri i Madhi Dėshmor) alla quale ha partecipato l'Eparca (vescovo) della comunitą in groppa ad un asinello.
Dopo la celebrazione della messa solenne durante la quale si sono ammirati gli splendidi paramenti del clero, i suggestivi canti liturgici in lingua arbėresh e la commovente partecipazione di tutta la comunitą locale, ci siamo recati nella parrocchia San Giorgio Megalomartire (Famullia Shėn Gjergji i Madhi Dėshmor) edificata nel 1493, la chiesa pił antica del centro storico, che contiene un affresco settecentesco di San Giorgio in gloria, un' abside sul cui catino č inserito il dipinto bizantineggiante che raffigura Cristo Pantocratore, riportante la scritta albanese "U Jam drita e jetės kush vjen prapa meje ngė ka tė jetsėnjė nė tė errėt" e il pregevole gruppo scultoreo di San Giorgio che trafigge con la sua lancia il drago, simbolo del male.
Dopo una sosta eno-gastronomica conclusa con il classico cannolo di Piana e una escursione al lago di Piana degli Albanesi, oasi naturalistica protetta, siamo stati guidati al Museo Civico Nicola Barbato, che ospita una importante sezione del costume tradizionale femminile di Piana degli Albanesi, un erbolario, strumenti della civiltą contadina.. 
Ultima tappa il monumento dedicato alla strage di Portella della Ginestra, localitą conosciuta per essere stata teatro il 1ŗ maggio 1947 della prima strage dell'Italia repubblicana, la strage di Portella della Ginestra, con l'eccidio di lavoratori ad opera della banda criminale di Salvatore Giuliano. 
Salutata con grande simpatia la dottoressa Di Carlo, alla quale va la nostra riconoscenza per la splendida giornata trascorsa in una realtą territoriale della nostra Sicilia che forse non avremmo potuto apprezzare nel giusto senza la sua profonda conoscenza dei vari aspetti storici, artistici e culturali, conoscenza derivante dal grande amore per tutto ciņ che riguarda la sua terra definita da molti l'”isola nell'isola”.