ASSOCIAZIONE

AMICI DEL MUSEO PEPOLI

Trapani

amicimuseopepoli@live.it

 
          LABORATORI DIDATTICI

    

 

L’Associazione Amici del Museo Pepoli,  in  conformità con gli scopi statutari, finalizzati a valorizzare  e promuovere la conoscenza del patrimonio artistico e culturale del  Museo Pepoli, intende favorire, attraverso percorsi guidati con attività laboratoriali, l’accostamento dei giovani studenti alle opere e agli oggetti del Museo, in modo creativo e motivante, anche con l’impiego di linguaggi diversi.

 

          Lettera alle scuole

          Attività dei laboratori

          I percorsi didattici

          Filmati

 

        LETTERA ALLE SCUOLE

Al Dirigente scolastico

 

L’Associazione Amici del Museo Pepoli, anche per l’anno scolastico 2016/2017, promuove dei progetti didattici finalizzati a favorire l’accostamento dei giovani studenti alle opere e agli oggetti del Museo Pepoli, in modo creativo e motivante.

Propone pertanto all’attenzione della S. V., per un eventuale inserimento nel Piano dell’Offerta Formativa di codesto Istituto, delle visite didattiche al Museo con attività laboratoriale, secondo dei percorsi tematici, destinati a favorire la conoscenza delle opere esposte, soprattutto in relazione alla città di Trapani e al territorio, rendendo l’approccio immediato, facile, ludico e adatto ad un pubblico infantile/adolescenziale con l’impiego di linguaggi diversi.

Tematiche dei progetti:

IL CORALLO, DAL MEDITERRANEO AL MUSEO

IL MUSEO, LA CITTÀ, IL MARE

FIORI E FRUTTI nelle collezioni del Museo Pepoli

I SANTI PATRONI DELLA CITTA’ nel Museo e nel Santuario

IL PAESAGGIO NELLE OPERE DEL MUSEO

IL RITRATTO: immagini di uomini e donne nelle collezioni del Museo Pepoli

IL LABORATORIO DEL VASAIO: materiali e tecniche della ceramica

IL MUSEO PEPOLI LUOGO D’INCANTO PER UNA FIABA (destinato ai bambini della scuola d’infanzia o delle prime due classi della scuola primaria)

MARE E CORALLO: scopriamo i tesori del mare (destinato ai bambini della scuola d’infanzia o delle prime due classi della scuola primaria)

IL MUSEO RACCONTA IL NATALE (nel periodo prenatalizio)

 SVELIAMO i MISTERI (nel periodo antecedente la Pasqua)

Le attività dei laboratori didattici sono finalizzate ad arricchire la fruizione del museo e dei suoi oggetti, attraverso l’utilizzo di linguaggi, tecniche e metodologie differenziate secondo le fasce di età e gli interessi del fruitore.

Obiettivi: favorire l’interscambio tra l’istituzione museale e l’istituzione scolastica; formare spettatori attivi, critici e responsabili del patrimonio museale, anche attraverso la fantasia, la creatività e il giuoco; far acquisire le norme comportamentali, la consapevolezza del luogo e degli spazi museali; far comprendere il valore culturale delle opere conservate nel museo e rendere consapevoli gli studenti, anche i più piccoli, dei diritti e dei doveri che ogni cittadino ha verso questi beni; far conoscere  e riconoscere, leggere e apprezzare opere e oggetti, anche in relazione alla città e al territorio.

I laboratori avranno carattere ludico-didattico e saranno attuati da animatori ed esperti in didattica museale; si svolgeranno in orario antimeridiano (o, se richiesto, pomeridiano) e si concluderanno con un momento di verifica e di riflessione nel quale gli studenti saranno liberi di esprimere le impressioni e le emozioni provate durante l’esperienza vissuta, attraverso disegni, collage o altri elaborati.

Le scuole che aderiranno riceveranno materiale didattico e informativo, necessario per favorire la lettura corretta e consapevole delle opere del Museo, inserite nel laboratorio.

Durante la visita verrà distribuito del materiale informativo dal taglio prettamente ludico-didattico relativo al progetto prescelto. Si forniranno alcune schede che, attraverso il gioco, potranno essere compilate in itinere, in modo da incuriosire i ragazzi e stimolarli all’apprendimento.

La durata della visita con attività laboratoriale è di tre ore e quindici minuti (un’ora per la visita e due ore per le attività laboratoriali, quindici minuti di intervallo).  Il contributo verrà utilizzato dall’Associazione per coprire le spese organizzative e del materiale fornito.

L’Associazione effettua inoltre, su richiesta, delle visite didattiche al Museo senza attività laboratoriali, della durata di un’ora e trenta minuti.

Ringraziandola anticipatamente per l’attenzione che vorrà prestare alle nostre proposte, si porgono distinti saluti.

                                                                       Il presidente Prof. Lina Novara

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        ATTIVITÀ DEI LABORATORI

 Ciascun laboratorio prevede:

A)    Introduzione propedeutica da svolgere in classe:

  • Gli insegnanti della classe svilupperanno il concetto di Museo (funzioni, contenuti, finalità) per poi illustrare il Museo Pepoli (ubicazione, denominazione del complesso monumentale e breve sintesi storica, destinazione d’uso originaria, istituzione del Museo e notizie sul suo fondatore, breve descrizione delle collezioni).
  • Espliciteranno le norme di comportamento cui bisogna attenersi nei Musei.
  • Presenteranno l’itinerario oggetto della futura visita.
  • Solleciteranno gli studenti all’osservazione di oggetti pertinenti il percorso, presenti in ambito domestico, alla riflessione sui materiali impiegati e successivamente li inviteranno alla riproduzione tramite disegno o composizione plastica.
  • Daranno brevi informazioni storiche, tecniche e/o scientifiche anche con l’ausilio di immagini video.

 

B) Attività al Museo:

Accoglienza

 Gli allievi saranno accolti dall’operatore didattico che presenterà dal vivo l’edificio museale riallacciandosi ai contenuti già sviluppati in classe.

L’operatore introdurrà quindi l’argomento del percorso prescelto e guiderà gli studenti nelle sale del museo, invitandoli all'osservazione ed all’analisi delle opere inerenti la tematica del percorso, fornendo informazioni di carattere storico, stilistico e sulle tecniche realizzative. 

 

Percorso didattico

 L’operatore mostrerà nelle sale del Museo le singole opere, con gli opportuni rimandi alla loro provenienza; illustrerà le figure di artisti, con continui riferimenti alla città e al territorio. Solleciterà l’osservazione delle forme e delle funzioni degli oggetti, della tipologia dei decori peculiari e ricorrenti, e delle tecniche di applicazione e di assemblaggio che permettono di riconoscere i prodotti dell’artigianato artistico trapanese.

 

Laboratorio al piano terra del Museo

Nell’aula didattica i giovani allievi ricreeranno in maniera originale opere e manufatti precedentemente visionati, utilizzando i materiali svariati; saranno distribuite agli allievi alcune sagome di oggetti del Museo che potranno essere decorate, riproducendo quanto visto o inventando nuovi originali motivi decorativi.

 

C) In classe

Dopo la riflessione sull’esperienza vissuta, i ragazzi potranno arricchire con materiali eterogenei (stoffe, conchiglie ecc), con testi poetici ed altro il prodotto grafico eseguito al Museo, che poi sarà oggetto di esposizione in una mostra di fine anno. 

 

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               I PERCORSI DIDATTICI

 IL CORALLO DAL MEDITERRANEO AL MUSEO

Il percorso ha inizio dal pannello maiolicato che rappresenta una veduta di Trapani della metà del sec. XVIII.

·   L’operatore davanti al pannello, dopo aver fornito brevi indicazioni sulla chiesa dei corallai, mostrerà la riproduzione dell’ingegno e delle barche utilizzate anticamente per la pesca del corallo, illustrandone le varie fasi.

·   Descriverà le fasi della lavorazione dalla pulitura alla realizzazione in bottega degli oggetti.

·   Guiderà, nella sala 23, all'osservazione ed all’analisi delle principali opere in corallo facenti parte del prezioso patrimonio del Museo Pepoli di Trapani, fornendo agli studenti informazioni di carattere generale sulle principali tecniche   di lavorazione del corallo nel ‘600 - '700 (retroincastro, cucitura, scultura), periodo in cui fiorirono valenti maestri corallari-scultori del "rosso tesoro". 

·   Mostrerà le singole opere, con gli opportuni rimandi alla loro provenienza; illustrerà le figure di Antonio Cimminello e Fra Matteo Bavera, principali artefici della scultura trapanese in corallo e collegherà i loro nomi alle vie della città a loro dedicate.

·   Solleciterà l’osservazione delle forme e delle funzioni degli oggetti, della tipologia dei decori peculiari e ricorrenti, e delle tecniche di applicazione e di assemblaggio che permettono di riconoscere i prodotti dell’artigianato artistico trapanese.

Lo stesso laboratorio può essere effettuato con la presenza di un operatore teatrale

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IL MUSEO, LA CITTÀ, IL MARE

Il percorso ha inizio dal pannello maiolicato che rappresenta  Trapani come uno spazio chiuso a forma di falce, circondato da mura e immerso nel panorama marino, quasi a sottolineare  il rapporto inscindibile tra la città e il  mare.

L’operatore davanti al pannello proveniente dalla chiesa di Santa Lucia, dopo aver fornito brevi indicazioni sulla chiesa dei corallai:

·    illustrerà la storia, l’evoluzione planimetrica della città e la riproduzione della sua immagine

· farà osservare i vari tipi di imbarcazioni, le opere di fortificazione, campanili e cupole indicanti la presenza dei luoghi di culto,

·   mostrerà la riproduzione dell’ingegno e delle barche utilizzate anticamente per la pesca del corallo,

·   solleciterà gli studenti a riconoscere i luoghi, attraverso collegamenti con l’urbanistica attuale

·   spiegherà il ruolo che la marineria ha avuto nelle attività lavorative ed economiche, della città.   

  • spiegherà il procedimento tecnico con cui viene realizzata la ceramica,
  • guiderà, nella sala 22, all'osservazione ed all’analisi dei tre pavimenti in mattonelle maiolicate con scene di pesca, testimonianza figurativa emblematica di questa attività millenaria e del ruolo svolto a Trapani dalla marineria, suddivisa in due categorie: la Marina Grande, composta dal corpo dei marinai d’alto mare o  naviganti per commercio,  e la Marina Piccola, o Marinella, formata da  pescatori, tonnaroti e corallai.
  • mostrerà singole opere, presenti nel museo con gli opportuni rimandi alla loro provenienza, fornendo agli studenti informazioni di carattere storico-artistico
  • Nella sala della scultura, dopo aver fatto osservare il Cristo Risorto e l’acquasantiera  proveniente dalla Cappella detta dei Marinai nel santuario dell’Annunziata, l’operatore farà riferimento  alla suddetta cappella e a quella dei pescatori dello stesso santuario.
  • Nel chiostro l’operatore farà osservare   alcuni elementi architettonici provenienti dalle porte e da edifici della città                                 

Lo stesso laboratorio può essere effettuato anche con la visita ai luoghi della città, collegati al tema

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FIORI E FRUTTI nelle collezioni del Museo Pepoli

 Nella Sala della natura morta l'operatore presenterà le opere esposte, spiegherà il termine “natura morta”, e illustrerà le caratteristiche del “genere”, sollecitando i giovani allievi ad osservare i fiori e i frutti con opportuni rimandi alla realtà e alle loro conoscenze. Durante l'osservazione saranno fornite informazioni di carattere generale su: tecnica pittorica, artisti, stile, forma, funzione dell'opera d’arte, e sulla simbologia delle specie botaniche.

  • Sarà preso innanzitutto in esame il dipinto raffigurante L’allegoria della terra, che offre un campionario vario di specie botaniche, riprodotte con straordinaria perizia dall’autore, del quale si daranno brevi notizie biografiche.
  • Dopo l’osservazione l'operatore inviterà i ragazzi a confrontare la diversità delle specie vegetali rappresentate, inducendo ad una riflessione sul rapporto arte-scienze naturali e tra rappresentazione artistica e realtà oggettiva.
  • Esaminando anche gli altri dipinti della sala si indurranno gli studenti a riconoscere fiori e frutti e a considerare la situazione eco-ambientale attuale.
  • Il percorso proseguirà con l'analisi dei gioielli provenienti dal Tesoro della Madonna di Trapani; l'operatore didattico illustrerà i manufatti singolarmente, evidenziando le raffigurazioni floreali e vegetali.
  • Dall’osservazione diretta dei gioielli si prenderà spunto per illustrare le caratteristiche dell’oreficeria barocca siciliana, le tecniche di lavorazione e i materiali impiegati per la realizzazione.
  • Gli allievi saranno invitati a individuare quale tra i gioielli esposti li abbia particolarmente interessati e ad appuntarne le caratteristiche di forma, colore, dimensioni, le specie vegetali e le tipologie di decorazione, per poi usufruire di queste informazioni durante la fase laboratoriale.

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I SANTI PATRONI DELLA CITTA’ nel museo e nel santuario

Il percorso inizia con la visita al Santuario dell’Annunziata: Cappella della Madonna di Trapani e simulacro marmoreo, Cappella di Sant'Alberto, Cappella dei Marinai, Chiesa dell'Annunziata, Cappella dei Pescatori.

Successivamente al piano terra del Museo, nella sala dedicata alla scultura rinascimentale, l'operatore presenterà le opere in marmo originariamente collocate nella Cappella dei Marinai, sollecitando i giovani allievi con opportuni rimandi alla loro provenienza, ricollegandosi alla visita appena effettuata; durante l'osservazione dell'Acquasantiera saranno fornite informazioni di carattere generale sullo stile, sulla tecnica scultorea, la forma e la funzione dell'opera;

Al primo piano:

·         i partecipanti saranno invitati ad osservare la decorazione a stucco della volta e in particolare i medaglioni raffiguranti Sant'Alberto e altri santi dell'Ordine Carmelitano, avendo modo di approfondire la tematica inerente l'originaria destinazione d'uso del complesso monumentale e di consolidare la capacità di riconoscimento del Santo attraverso i peculiari attributi iconografici;

·         nella Sala 12, saranno mostrati due dipinti del trapanese Andrea Carreca, raffiguranti Sant'Alberto; dopo aver fornito alcuni brevi cenni biografici sull'autore, l'operatore inviterà i ragazzi a osservare e confrontare la diversità dei supporti e delle tecniche artistiche;

  • nella Sala 23, ci si soffermerà ad analizzare un dipinto raffigurante la Processione della Madonna di Trapani, cogliendo l'occasione per accennare all'importanza dell'aspetto devozionale e all'evoluzione del culto nella città, oltre che ricordare quanto già detto durante l’osservazione del simulacro.
  • Il percorso seguirà con l'analisi di gioielli ed ex-voto provenienti dal Tesoro della Madonna di Trapani; l'operatore didattico illustrerà i manufatti singolarmente, facendo particolare attenzione alla descrizione delle tecniche di lavorazione e dei materiali impiegati per la realizzazione degli stessi (metalli preziosi, gemme, smalti). Terminata la spiegazione gli allievi saranno invitati a individuare quale tra i gioielli esposti li abbia particolarmente interessati e ad appuntarne le caratteristiche di forma, colore, dimensioni e le tipologie di decorazione, per poi usufruire di queste informazioni durante la fase laboratoriale.
  • Il percorso si concluderà nel Chiostro, al piano terra, con l'osservazione di bassorilievi ed insegne legate alla Processione della Madonna di Trapani.

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 IL PAESAGGIO NELLE OPERE DEL MUSEO

Dopo aver fornito brevi indicazioni sul termine paesaggio, e illustrato le caratteristiche del “genere”, l’operatore accompagnerà gli studenti nelle sale del primo piano del Museo, iniziando dalla sala della pittura tardo medievale dove farà notare l’assenza di paesaggio nelle opere esposte; il percorso proseguirà nelle sale successive per esaminare l’evoluzione dello sfondo paesaggistico attraverso i secoli XV, XVI, XVII.

·         Nella sala 19 verranno osservati sia i quadri di paesaggio di pittori olandesi dove la natura è la protagonista della scena, sia le vedute con rovine del pittore Leonardo Coccorante, evidenziando le differenze tra il paesaggio naturalistico e le vedute ideate con fantastiche architettura in rovina.

·        L’operatore solleciterà i giovani allievi ad osservare gli elementi della natura, le figure, le architetture, con opportuni rimandi alla realtà e alle loro conoscenze, inducendo alla riflessione sul rapporto arte e natura e tra rappresentazione artistica e realtà oggettiva.

·        Esaminando anche gli altri dipinti della sala si indurranno gli studenti a riconoscere le caratteristiche del paesaggio e a considerare la situazione eco-ambientale attuale.

  • Durante l'osservazione saranno fornite informazioni di carattere generale su: tecnica pittorica, artisti, stile, forma, funzione dell'opera d’arte, e su eventuali simbologie.

·        Gli allievi saranno invitati a individuare quale tra i dipinti esposti li abbia particolarmente interessati e ad appuntarne le caratteristiche di forma, colore e dimensioni, le specie vegetali e le tipologie di decorazione, per poi usufruire di queste informazioni durante la fase laboratoriale.

  • Verranno sottoposti ai discenti, attraverso il gioco interattivo degli esercizi didattici, al fine di stimolare la curiosità e lo spirito di apprendimento.

·        Il percorso seguirà al piano terra con l’osservazione degli sfondi paesaggistici presenti nelle opere scultoree del secolo XVI.

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IL RITRATTO: immagini di uomini e donne nelle collezioni del Museo

L’operatore inizierà il percorso all’interno della sala dedicata alla pittura siciliana del tardo Settecento e dell’Ottocento, si soffermerà su alcune delle principali opere esposte ponendo l’attenzione sul genere del ritratto aulico-celebrativo. Farà riferimento agli autori delle opere esaminate, in particolar modo alle figure di Antonio Dominici, Giuseppe Patania e Giuseppe Errante.

L’operatore guiderà gli studenti al piano superiore

·        Si soffermerà nella sala della pittura del Cinquecento, dove verrà preso in esame il Ritratto di donna di Scipione Pulzone. Solleciterà i partecipanti ad osservare la posa, lo sguardo, l’acconciatura, l’abito e lo sfondo. Chiederà, inoltre, di esprimere dei pareri riguardo l’espressione e lo stato d’animo della donna.  Si solleciteranno paragoni con i tempi attuali, facendo emergere le differenze e similitudini tra le tecniche pittoriche e i nuovi supporti fotografici.

·        La visita continuerà nella sala 10, del primo piano, dove verrà mostrato il bozzetto bronzeo raffigurante Carlo II, opera dello scultore Giacomo Serpotta. Verranno approfondite le tematiche del ritratto celebrativo in ambito scultoreo e sarà messa in risalto la figura dell’artista palermitano.

·         Gli studenti verranno condotti nel grande corridoio del museo (sala 12) per ammirare il celeberrimo ritratto di Nunzio Nasi, eseguito da Giacomo Balla. Oltre a fornire brevi indicazioni sul personaggio ritratto e sulla figura dell’artista, verrà illustrata la tecnica utilizzata invitando i giovani allievi a riconoscere le differenze di stile e composizione rispetto alle opere visionate precedentemente.

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 IL LABORATORIO DEL VASAIO: materiali e tecniche della ceramica

L’operatore condurrà i giovani allievi nella sala 16 dove sono esposti alcuni manufatti in maiolica, rappresentativi della produzione delle fabbriche siciliane di Caltagirone, Sciacca, Burgio e Trapani.

·        Descriverà le varie fasi della lavorazione dell’argilla fino alla realizzazione in bottega degli oggetti

·        Illustrerà le varie tipologie di vasi e di decorazioni.

  • Mostrerà alcune opere con gli opportuni rimandi alla loro provenienza e alle caratteristiche delle fabbriche di produzione, fornendo agli studenti informazioni anche di carattere storico-artistico

·          Solleciterà l’osservazione delle forme e delle funzioni degli oggetti, della tipologia dei decori che permettono di riconoscere la città di produzione

·          Particolare risalto sarà dato ai prodotti trapanesi con i caratteristici colori gialli, blu e verdi.

  • Il percorso proseguirà nella sala 22 dove sono esposti altri esemplari di maiolica siciliana, tra cui quelli di produzione palermitana.
  • Nella stessa sala verranno osservati ed analizzati i tre pavimenti in mattonelle maiolicate con scene di pesca, e la veduta con la città di Trapani.
  • Nell’aula didattica un operatore illustrerà materialmente il procedimento tecnico con cui viene realizzata la ceramica: dall’impasto dell’argilla fino al prodotto finito, mostrando anche i materiali e gli attrezzi del vasaio. Verranno quindi distribuite agli allievi alcune sagome di oggetti del Museo da decorare a piacimento, riproducendo quanto visto o inventando nuovi originali motivi decorativi. I giovani allievi ricreeranno inoltre, in maniera originale, dei motivi ornamentali su oggetti in ceramica già predisposti, che verranno loro forniti.

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IL MUSEO PEPOLI LUOGO D’INCANTO PER UNA FIABA

Destinato ai bambini della scuola d’infanzia o delle prime due classi della scuola primaria, il progetto è strutturato sulla valorizzazione del linguaggio della fiaba per l’infanzia, ed è finalizzato a far conoscere, leggere ed apprezzare, fin dall’età infantile il patrimonio artistico e culturale della città di Trapani, con riferimento specifico alle opere e agli oggetti d’arte conservati presso il Museo Pepoli i cui spazi vengono reinventati come luoghi di ambientazione di racconti fiabeschi legati all’immaginario infantile, con particolare riferimento alla carrozza, allo scalone magnifico e al salone delle conferenze.

Il progetto si articola in tre fasi:

Prima fase - accoglienza Gli alunni saranno accompagnati dai docenti di classe nella aula didattica del Museo dove verranno accolti da una operatrice museale che racconterà loro una storia “fantastica” sul Museo Pepoli e darà a ciascun bambino un biglietto d’invito da parte del Conte del Borgo per una grande festa che si svolgerà all’interno del Museo.

Seconda fase - Laboratorio – spettacolo.

All’ingresso del Museo, accolti da una musica incantevole, li raggiungerà la principessa Pepolinda che li coinvolgerà in un viaggio fantastico dentro le sale del Museo, attraverso un laboratorio-spettacolo all’interno del quale gli alunni diverranno attori-protagonisti.

Dopo aver invano cercato il Conte nelle sale, ricche di gioielli, vasi, presepi artistici e altri oggetti di gran pregio, scendendo dallo scalone magnifico, la principessa riaccompagna a piano terra i suoi ospiti per il gran ballo. Ma purtroppo ad attenderli non ci sarà il Conte ma solo la sua carrozza immobile. Ma attenzione!!! Davanti la carrozza la principessa scorge una scatola ed una busta…. Che ci sarà mai nella scatola? Tanti gioielli per i bambini e nella busta l’invito del conte a fare festa senza la sua presenza.

Terza fase - Attività laboratoriale Alla fine del ballo dietro la carrozza, si vedranno tanti fogli legati ad un filo, proprio come se la carrozza avesse una coda. Sono disegni riproducenti la stessa carrozza trainata da cavalli e su ognuno di loro vi è scritto: “Colorami e ti farò volare!” Non appena i disegni verranno colorati, tutta l’allegra compagnia per incanto partirà per un bel viaggio (dentro lo spazio esterno del chiostro del Museo).

Il laboratorio diverrà quindi contenitore di un’esperienza teatrale dove gli alunni verranno costantemente stimolati a prendere decisioni, a diventare protagonisti di azioni teatrali e ad interloquire con l’animatrice, al fine di vivere l’eccezionale dimensione di un Museo che per un giorno si trasformerà in luogo d’incanto.

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MARE E CORALLO: navigando scopriamo i tesori del mare

Destinato ai bambini della scuola d’infanzia o delle prime due classi della scuola primaria  

Il progetto è finalizzato a promuovere un primo approccio con il museo e a farne conoscere gli spazi sia interni che esterni (chiostro), a suscitare, attraverso il gioco, curiosità sulle attività produttive della città e stimolarne la conoscenza tramite le opere conservate presso il Museo Pepoli.

Il progetto si articola in tre fasi:

Prima fase - accoglienza Gli alunni saranno accompagnati dalle docenti di classe nella sala didattica del Museo dove verranno accolti da una operatrice museale che racconterà loro una storia “fantastica” sul Museo

Seconda fase - Laboratorio – spettacolo.

All’interno del museo, attraverso un laboratorio-spettacolo gli alunni diverranno attori-protagonisti.

Dopo aver attraversato lo scalone magnifico, arriveranno al primo piano dove troveranno una barca ed un operatore che li inviterà ad intraprendere un viaggio in mare alla scoperta dei tesori che esso custodisce.

Pescheranno pesci e corallo e di ritorno a riva troveranno un corallaro che comprerà il loro pescato e mostrerà loro come lavora il corallo

Terza fase - Attività laboratoriale. I giovani avranno in regalo dal corallaro delle sagome con disegni di oggetti in corallo presenti nelle sale e saranno invitati a creare loro stessi collane ed altri gioielli con piccoli elementi in pasta di sale (simulanti il corallo) che indosseranno e porteranno via.

Nelle sale dei coralli proveranno a ritrovare i veri oggetti riprodotti nelle sagome che hanno avuto in dono e dopo saranno sollecitati a colorare i disegni.

Il laboratorio diverrà quindi contenitore di un’esperienza teatrale dove gli alunni verranno costantemente stimolati a prendere decisioni, a diventare protagonisti di azioni teatrali e ad interloquire con l’animatrice, al fine di vivere l’eccezionale dimensione di un Museo che diventa luogo di ambientazione di racconti legati all’immaginario infantile, con particolare riferimento al mare e al corallo.

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 IL MUSEO RACCONTA IL NATALE

(nel periodo prenatalizio)

  L’operatore effettuerà preliminarmente una lettura espressiva di brani del Vangelo sul tema del Natale.

  • Nella sala 13 presenterà il presepe in legno tela e colla, sollecitando i giovani allievi all’individuazione delle differenze con il presepe moderno.
  • Nella sala 12 mostrerà le più significative statuine in legno, tela e colla, con gli opportuni rimandi alle sculture dei Misteri; illustrerà brevemente la figura e l’opera di Giovanni Matera ed Andrea Tipa, principali artefici della scultura presepiale trapanese, e collegherà i loro nomi alle vie della città a loro dedicate.
  • Si porrà l’attenzione sulle tipiche figure del presepe trapanese,  così come saranno oggetto di analisi le figure che rappresentano gli antichi mestieri.
  • Saranno presentate le tre principali rappresentazioni iconografiche della nascita di Gesù (Natività, Adorazione dei pastori e Adorazione dei Magi), con particolare riferimento ai presepi in esposizione. 
  • Nella sala 14 sarà analizzato il presepe in materiali marini e sarà sollecitata una riflessione sulle diverse tipologie di materiali utilizzati nei presepi trapanesi. Saranno altresì osservate le scene di vita che esso contiene, la grande caccia al cinghiale, gli animali esotici e quant’altro.
  • L’osservazione del presepe in corallo, sito nella sala 23, consentirà il confronto tra i diversi materiali impiegati. Saranno individuati i motivi decorativi peculiari e ricorrenti del presepe trapanese che consentiranno agli allievi di riconoscere i prodotti dell’artigianato artistico locale.
  • Nella pinacoteca, sala 5, l’operatore mostrerà una Adorazione dei Magi del ‘500 su supporto ligneo, mentre nella sala 7 presenterà una Adorazione dei Magi del ‘600 realizzata su tela, sollecitando la riflessione sulla diversità dei supporti e sulle differenti tecniche di pittura.

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SVELIAMO “I MISTERI”: arte, riti e tradizioni

(nel periodo antecedente la Pasqua)

SVELIAMO “I MISTERI”: arte, riti e tradizioni, è una iniziativa promossa dall’Associazione Amici del Museo Pepoli, con la collaborazione dell’Unione Maestranze di Trapani, consistente in una visita didattica alla chiesa del Purgatorio, sede dei sacri gruppi dei Misteri, rivolta a studenti degli Istituti di ogni ordine e grado, ma anche a cittadini e visitatori.

L’iniziativa, finalizzata a promuovere la conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale, religioso e tradizionale della città di Trapani, in particolare legato ai riti della Settimana Santa.

L’accoglienza avverrà presso la sede dell’Unione Maestranze: l’operatrice didattica traccerà la storia e le origini dei riti della Settimana Santa e della processione dei Misteri, attraverso l’utilizzo di linguaggi, e metodologie differenziate secondo le fasce di età e gli interessi del fruitore.

Verrà illustrata la tecnica polimaterica, cosiddetta del “legno tela e colla” e verranno mostrati i materiali con cui sono realizzate le statue dei misteri ed un esemplare della struttura interna. Saranno indicati i principali artisti e verrà illustrato il lavoro di bottega.

Nella chiesa del Purgatorio verranno presi in esame i singoli gruppi, con gli opportuni riferimenti agli episodi descritti nei Vangeli, attraverso una lettura iconografica ed iconologica dei personaggi che popolano la scena, e degli oggetti che ne fanno parte.

Nell’illustrare le singole scene saranno messe in evidenza le caratterizzazioni umane ed etniche dei vari soggetti e sarà evidenziato come gli artisti trapanesi, nella ricerca di verità e sentimento, hanno curato gli atteggiamenti e le espressioni dei personaggi, facendo trasparire sul volto di ognuno il carattere. Verrà posta particolare attenzione sulle figure femminili, sull'abbigliamento dei vari personaggi, rispondente al ruolo da essi avuto nella società del tempo.

Sarà fatto notare come gli interventi di restauro, le manomissioni e le modifiche effettuati nel corso dei secoli, hanno talvolta alterato l'originalità delle opere e come i restauri moderni hanno restituito colore e consistenza alle statue.

Durante la visita verranno utilizzati materiale informativo e schede che, potranno essere compilate in itinere, in modo da i incuriosire i ragazzi e stimolarli all’osservazione e all’apprendimento.

Prima di lasciare la chiesa del Purgatorio gli allievi saranno inoltre sollecitati ad individuare il gruppo che li ha maggiormente colpiti, ad “adottarlo” e a riprodurne dal vivo graficamente o fotograficamente alcuni particolari significativi.

Gli alunni saranno invitati quindi a recarsi, con i loro insegnanti, presso alcune chiese cittadine per individuare altre opere in legno tela e colla, o anche di materiali diversi, che abbiano attinenza col tema della passione di Cristo e con la produzione locale, riconoscendone i caratteri peculiari.

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